La famiglia Antonini di Pace, baroni di Torano ed ascritti al prestigioso patriziato romano, succeduti alla famiglia dei Collicola, duchi di Spoleto, erano possessori in Pace di un palazzo residenziale con attigua la Cappella privata dedicata a S. Raimondo Nonnato, comunicanti tra loro attraverso camminamenti interni.

Costruita nel periodo 1830-1840 ed inaugurata nel 1844, di proprietà dei baroni Coletti, il 30 marzo 1953 è stata donata al popolo di Pace insieme ad una parte del palazzo adibito ad asilo infantile (ormai abbandonato e pericolante) ed alla Casa del Prete  (successivamente venduta dalla Curia di Rieti).

La forma è particolare, di forma ovale, come particolare è la struttura, con tecniche caratteristiche risalenti all'architettura ottocentesca e decorata con sedici colonne corinzie addossate al muro perimetrale. Un monumento funebre in pietra all'interno della chiesa e la scritta su di esso scolpita, fanno supporre che sotto il pavimento della Chiesa siano riposte le salme di alcuni componenti della famiglia patrizia.

All'interno si possono ammirare tele di pregevole interesse, che pure avrebbero bisogno di urgente restauro.

Negli anni 1965-1966 fu restaurata con il totale contributo della famiglia Sante e di Mariangela Appolloni.

Nel 2011 la Chiesa è stata completamente restaurata grazie ad un finanziamento della Regione; è così tornata agli iniziali splendori tornando ad essere sicuramente la Chiesa più bella di tutto il Cicolano.

SAN RAIMONDO NONNATO

31 AGOSTO

Portell (Spagna), 1200 - Cardona (Spagna), 31 agosto 1240

Nonnato è un soprannome, che ricorda in mezzo a quale tragedia familiare Raimondo è venuto al mondo. Non-nato, ossia non partorito dalla madre viva, bensì estratto dal corpo senza vita di lei, morta prima di darlo alla luce. Pare che fosse di famiglia nobile, con alte parentele nell’aristocrazia catalana. Ma non abbiamo molte informazioni sicure sul suo casato e anche sulla vita. Nella sua Catalogna libera dalla dominazione araba, Raimondo vive i tempi della Reconquista, cioè della riscossa guidata dalla coalizione dei re di Navarra, di Aragona e di Castiglia, che lascerà infine sotto controllo arabo soltanto il modesto regno meridionale di Granada.

Lui però non combatte in queste guerre. Verso il 1224 si arruola in un esercito tutto speciale: l’Ordine religioso della Mercede (detto anche dei Mercedari), fondato pochi anni prima dal suo amico Pietro Nolasco con uno scopo principale: il riscatto e la formazione religiosa e morale degli schiavi nelle regioni spagnole ancora occupate dagli Arabi. Riscatto in senso letterale: i Mercedari, infatti, pagano una somma per liberare gli schiavi e li riportano nei luoghi d’origine, dedicandosi pure all’assistenza e all’istruzione religiosa di questi infelici.Non abbiamo notizie precise sugli studi di Raimondo. Ma c’è una notizia che consente di attribuirgli una certa preparazione giuridica, una conoscenza del diritto canonico. L’Ordine dei Mercedari, infatti, lo manda a Roma come patrocinatore di una sua causa presso la Santa Sede.Quando le guerre dei re spagnoli liberano gran parte del territorio, uno dei campi d’azione dei Mercedari resta il Nord-Africa, dove ci sono molti prigionieri in mano a capi locali. Raimondo va a stabilirsi in Algeria, ma qui viene fatto prigioniero. O lo tengono come ostaggio. Comunque si vuole impedirgli di parlare e predicare agli schiavi. Ma siccome lui continua ugualmente la sua opera, si cerca di farlo tacere con la forza. (E anche, secondo un racconto, con una sorta di morso che gli serra la bocca). Ritrovata la libertà, torna in Catalogna, dove l’avventura africana lo ha reso popolarissimo. Già gli si attribuiscono miracoli. Papa Gregorio IX nel 1239 lo nomina cardinale, chiamandolo a Roma come suo consigliere. Raimondo incomincia appena il viaggio nell’estate del 1240, e già a Cardona, presso Barcellona, è bloccato da violente febbri, che troncano la sua vita ad appena quarant’anni. Lì viene sepolto, in una chiesetta che diventerà santuario in suo onore, con un culto popolare che avrà la sanzione pontificia solo nel 1657 (inserimento del suo nome nel Martirologio romano) e nel 1681 (estensione della sua festa a tutta la Chiesa). Date le condizioni in cui è nato, san Raimondo è considerato anche il patrono delle ostetriche. San Raimondo Nonnato causa delle condizioni particolarissime che lo hanno visto nascere è stato fatto patrono delle ostetriche e protettore delle partorienti.