Una mattinata a Nersae.

Il giorno 19 di agosto 2014 un gruppo di villeggianti di Pace sono andati a visitare il sito archeologico di Nersae, guidati da Don Sante di Pescorocchiano al quale va il ringraziamento di tutti.

Le foto sottostanti rappresentano in modo molto chiaro lo stato di abbandono del sito.

La natura che lo circonda e lo ricopre ne attenua il degrado.

Le campagne di scavo effettuate negli anni passati hanno fatto comprendere quale grandissimo patrimonio culturale possa venire alla luce. Ci auguriamo che si possano reperire i fondi pubblici necessari.

La storia degli Equicoli costituisce un'eredità che appartiene non solo ad una comunità locale ma all'intera umanità e la storia di Nersae è la storia di tutti. 

Una delle più celebri menzioni di Nersae si trova nei versi dell'Eneide

Et te montosae misere in proelia Nersae

Ufens, insignem fama et felicibus armis;

horrida precipue cui gens adsuetaque multo

venatu nemorem, duris Aequicula glaebis:

armati terram exercent semperque recentis

convectare iuvat praedas et vivere rapto (1),

dove Virgilio, poeta mantovano, fa una sintetica e colorita descrizione degli Equicoli o Equi, presentandoli come un popolo di rozzi e feroci montanari, un po' cacciatori e un po' predatori. 

Delle foto fa parte anche un antico mulino ad acqua di epoca più recente.